Ed eccoci ad Istambul...
Istambul e' un incanto...
Le culture si sovrappongono e si incontrano in un dedalo di viuzze dove puoi incontrare mosche, bazar e colonne romane dovunque...
Ed eccoci ad Istambul...
Istambul e' un incanto...
Le culture si sovrappongono e si incontrano in un dedalo di viuzze dove puoi incontrare mosche, bazar e colonne romane dovunque...
¿Qué es la vida? Un frenesí.
¿Qué es la vida? Una ilusión,
una sombra, una ficción,
y el mayor bien es pequeño;
que toda la vida es sueño,
y los sueños, sueños son.
Calderón de la Barca
Rumbo al este che, gia' e' tempo di rimettere i remi fuori dalla barca e continuare a remare, che la vita scorre forte e veloce e, come nei sogni, accumula e traveste gli eventi mischiandoli fino a farli svanire.
Ho appena finito di leggere "La vida es sueño" sperando di trovare conforto in qualcosa di piu' ligero dopo la fatica epico-gaucha che mi sono imposto leggendo Rayuela di Cortazar. E invece mi e' tornata a ronzare nella testa la sensazione provata ogni volta che mi sveglio in un posto che non mi appartiene. La vita e' un sogno o viaggiare e' un po come sognare. Mi ricordo le volte che mi svegliavo nel pieno della notte a Cocha e sorridevo sapendomi tra le Ande. Ogni volta segretamente ringraziavo me stesso che non era un sogno ad avermi portato in quel posto assurdo e lontano, ma semplicemente la mia curiosita'.
Bene ora mi sa che e' venuta l'ora di esplorare la costa opposta di quel mare che sempre ci sta davanti a noi del sud. Ed e' pure venuta l'ora di usare un po' di piu' questo spazio psicoterapeutico che e' il blog per raccontarmi le cose che vedro' per trovare almeno qualche radice della nostra cultura che dopo tutto e' nata proprio laggiu', in medio oriente. Tuchia, Siria, poi un po' di Libano, Giordania, Israele e infine un po' di Egitto. Non tanto per avere la presunzione di visitare tanti paesi in soli 28 giorni, ma piu' per l'idea del viaggio in quanto tale. Ho voglia di capire che c'e' sull' altra orilla, por el lado de ahi'.
Bene si parte sabato mattina per Istambul con l'idea di arrivare al Cairo!
Ogni volta che parlo al telefono con mio padre non possiamo evitare di finire a parlare della tragedia che vive il nostro paese...
sveglia, sveglia, vi stanno togliendo tutto cari Italiani!!!
Nel quartiere dove vivo a Madrid, c'e' una signora anziana pazzariella che gira offrendo poesie scritte a matita su strisce di carta in cambio di pochi spiccioli. L'altro giorno in un bar l'ho incontrata e mi ha dato un foglietto con questa frase:
...Déjate llevar por tus mas dulces sueños
solo es amarlos...
...Lasciati trasportare dai tuoi sogni piu' dolci,
l'unica cosa e amarli...
Marina, Lapavies
Posto un articolo DI RICHARD HEINBERG (The Ecologist) che sembra riassumere quello che ho cercato di dire nell' ultimo post...

Cento anni fa governavano i mercati: furono create le fortune, i lavoratori venivano abusati, le bolle scoppiavano. La Scuola austriaca di economisti, guidata da Ludwig von Mises, disse che andava bene così: nonostante la temporanea confusione, nessuno sa meglio del mercato.
Ma la confusione dei mercati era inaccettabile per i socialisti, alcuni dei quali guidarono la rivoluzione in Russia per stabilire la prima economia controllata dallo stato.
Le catastrofi della Grande Guerra e della Grande Depressione hanno condotto verso l’ascendente di John Maynard Keynes, che sostenne che persino le economie capitaliste hanno bisogno di essere regolate per evitare manie e successive implosioni.
Nella foto: gli economisti John Maynard Keynes (destra) e Friedrich von Hayek (sinistra)
Allora regnò il Keynesianesimo, e la Gran Bretagna, gli Stati Uniti e la maggior parte degli altri paesi adottarono regolamenti per il sistema bancario, finanziario e industriale, in molti casi nazionalizzando le ferrovie e altri aspetti centrali dell’economia produttiva.
Oggi ho l’ ultimo esame del semestre del dottorato in economia. Mi sono gettato in questa nuova avventura e mi accorgo che dopo 5 mesi di corsi sono distrutto... Ah come rimpiango gli anni dell’università quando tornavo a casa e c’era il piatto di mammá sul tavolo ad aspettarmi. Ora mi tocca svegliarmi tutte le mattine e venire a lavorare hehehe.
Oggi leggevo un’intervista di J. Stiglitz sulla crisi del sistema bancario e ho scoperto che la tranquilla teutonica signora Merkel ha proposto un sistema di controllo finanziario globale che metta freno alle aberrazioni del sistema economico attuale. L’idea mi sembra geniale, anche perché introdurrebbe un meccanismo di controllo democratico lá dove gli organismi uscenti da Bretton Wood hanno fallito miseramente vendendosi ai teorici del neoliberismo sfrenato.
Qualche mese fa ho letto “Freedom and Capitalism” di Milton Friedman, e sono rimasto stupefatto di come un’intera generazione di economisti fosse stata plagiata e contagiata da un’ideologia priva di fondamenti empirici e piena di dogmi indiscutibili esattamente come la corrispettiva ideologia marxista. A questo punto mi viene da pensare che siano due facce di una stessa medaglia che considera la crescita economica indefinita come il Santo Graal dello sviluppo.
Eppure ormai é chiaro che il capitalismo é caratterizzato dall’essere un fenomeno che alterna momenti di espansione a momenti di crisi... ma fino a quando? E la cosa che più mi fa ridere (o forse dovrei dire con meno Savoir faire, mi fa rabbia) é che il cosiddetto Bailout (ovvero come salvare il culo a un branco di incompetenti che accumulano milioni di dollari grazie al loro not-know-how indebitando il popolo americano) va esattamente contro tutti i dogmi proclamati negli ultimi anni dalla cricca reganiana-tacheriana-miltonfriedmaniana. Lo stato deve essere ridotto al minimo, la “mano invisibile” che agisce nel mercato aggiusterà tutto e ci guiderà verso un futuro pieno di prosperità e belle macchine, belle donne e bambini belli e biondi anche per i negri.
Da un giorno all’altro tutto ciò é diventato obsoleto?! Che succede ai Cicago boys sparsi per il mondo? Adesso la soluzione piú fattibile sembra essere quella di ricorrere alla tetta dello stato che prima era un ostacolo maligno allo sviluppo della libera iniziativa! Madonna mia che faccia tosta! Ma lo stato chi é? Cos’è? Beh, fa bene ricordare che lo stato siamo noi, noi che con le nostre tasse paghiamo le istituzioni (...l’Italia fa caso a sé), i servizi sociali (...quando ci sono), polizia e esercito (...sigh) e quant'altro. Ma allora tutti sti soldi, miliardi e miliardi, che servono per riscattare il sistema finanziario mondiale, da dove escono fuori?! Ma se per anni ci hanno detto che c’è bisogno di austerità, che dobbiamo limitare la spesa pubblica, che non ci sono soldi per migliorare il wellfare state, che dobbiamo tagliare e tagliare, e ora da dove escono tutti sti soldi?!
La verità è che nel mondo si stamperanno tante belle banconote senza nessun valore, anzi con un valore approsimabile alla carta igienica (...solo molto piú scomoda, provate a pulirvi il sedere con una banconota da cento dollari! Bella soddisfazione, ma molto scomodo...). Però magicamente tutta questa carta straccia si trasformerà in moneta, e chi l’accetterà, accetterà implicitamente di credere alla capacità produttiva dei paesi che l’hanno emessa. Ergo... la gente col proprio lavoro REALE dovrà garantire questa enorme massa di soldi regalata a gente che ha dimostrato di non sapere gestire assolutamente niente meno che i propri personali interessi.
Quando ero piccolo se facevo una cazzata ero certo che prima o poi mi aspettava una punizione. Oggi comincio a pensare che se giogioneggio allegramente con qualche strumento finanziario qua e lá, qualche bond velenoso qui e lí, il minimo che mi posso aspettare é un bel, grasso e gustoso Bailout...sigh
....vabbè dell’Italia non parlo che mi viene l’orticaria...
"I can't understand why people are frightened of new ideas.
I'm frightened of old ones."
-- John Cage
..... genio!
Tra qualche giorno fa un anno che sono tornato dalla Bolivia. Quanto e' cambiata la mia vita? molto, poco o forse niente, non saprei quantificarlo. Vivere dall'altra parte dell'oceano mi ha fatto rinascere in un altro mondo, mi ha aperto la mente. Oggi gironzolo per le strade di Madrid, con la mia solita curiosità' distratta, con la mia vaghezza patologica. Eppure questa città e' diversa da quella che ho incontrato quasi un anno fa. I palazzi e le vie hanno assunto forme e significati diversi negli ultimi mesi. Quando sono arrivato a Lavapies era forse per scappare da quello che ero diventato in Bolivia o forse per rinnovare e rinnovare alcuni compromessi che uno fa con le persone sbagliate al momento sbagliato. E invece tutto ad un tratto la realtà che mi sta intorno ha preso altri contorni, finalmente ho cominciato a esplorare questa città e a viverla scavando tra i suoi anfratti e le sue pazzie. Per mesi sono stato coinvolto in una relazione malata e angosciante che ha oscurato tutto quello che mi girava attorno. Dopo tutto penso che le persone negative che ti attraversano il cammino hanno almeno il merito di farti capire meglio te stesso. Mi sono ritrovato pieno di complessi e paure, e la cosa più bella e' stata trovare il coraggio di affrontarle e superarle...almeno in parte. Poi un giorno mi sveglio e tutto e' diverso, rivedo le strade, le persone, i bar. In questo ultimo mese ho ritrovato persone importanti che avevo perso e ne ho conosciuto altre altrettanto importanti per la mia vita attuale. E poi qui va tutto in rovina, ma a me non importa, c'è' il sole a Madrid oggi, e' sabato e io temo la notte che mi trascinerà fuori dalla mia stanza e mi porterà in giro fino alle sei del mattino con vecchi e nuovi amici.
Madrid, morte e rinascita di mario pansera ;-)

Vignetta pubblicata da VG, il maggiore quotidiano Norvegese
...per favore nessuno pensi che sono antisemita, anche perché se lo fossi dovrei essere automaticamente antiebreo, antiarabo, antiegiziano, antifenicio, anticartaginese e magari anche antinapoletano, siciliano, calabrese pugliese greco e quant'altro. E' bene ricordare che la radice semitica è propria di tantissime culture del bacino del Mediterraneo.
E poi mi piacerebbe ricordare a tutti una cosa che poche volte sentirete dire in giro: Il popolo ebraico non esiste!!! è una grande invenzione. L' ebraismo è una religione come tante altre, non esiste nessun popolo eletto, nessuna base etnica e razziale dietro ai cosi detti "ebrei". Sono tutte balle inventate per varie ragioni nel corso della storia.
A me non me ne frega niente se Olmert, Livni e gli altri credono in Heova, in Allah, Manitu, Shiva, Kali o la Pachamama. So solo che sono una massa di criminali invasati da un credo di superiorità razziale che non è molto diverso dal razzismo che caratterizzava i fascismi europei degli anni '30.
... c'è anche altra gente che condivide le mie opinioni...
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article...
http://fray.slate.com/discuss/forums/thread/914934.aspx
il deserto aiuta a pensare....
O Capitano! Mio Capitano! Il nostro viaggio tremendo è terminato,
la nave ha superato ogni ostacolo, l’ambìto premio è conquistato,
vicino è il porto, odo le campane, tutto il popolo esulta,
occhi seguono l’invitto scafo, la nave arcigna e intrepida;
ma o cuore! Cuore! Cuore!
O gocce rosse di sangue,
là sul ponte dove giace il Capitano,
caduto, gelido, morto.O Capitano! Mio Capitano! Risorgi, odi le campane;
risorgo - per te è issata la bandiera - per te squillano le trombe,
per te fiori e ghirlande ornate di nastri - per te le coste affollate,
te invoca la massa ondeggiante, a te volgono i volti ansiosi;
ecco Capitano! O amato padre!
Questo braccio sotto il tuo capo!
E’ solo un sogno che sul ponte
sei caduto, gelido, morto.Non risponde il mio Capitano, le sue labbra sono pallide e immobili,
non sente il padre il mio braccio, non ha più energia né volontà,
la nave è all’ancora sana e salva, il suo viaggio concluso, finito,
la nave vittoriosa è tornata dal viaggio tremendo, la meta è raggiunta;
esultate coste, suonate campane!
Mentre io con funebre passo
Percorro il ponte dove giace il mio Capitano,
caduto, gelido, morto.
Walt Whitman