"You never change things by fighting the existing reality. To change something, build a new model that makes the existing model obsolete."
"Non cambierai mai le cose lottando contro la realtá attuale. Per cambiare qualcosa, costruisci un nuovo modello che renda l'attuale obsoleto"
Richard Buckminster Fuller

La bella che è addormentata lalala lalala lalala....

Dieci anni fa moriva Fabrizio ed io finivo di essere un ragazzino sbarbatello per diventare qualcosa che ancora non so ben definire. Una cosa però è certa, poche persone hanno influito nella mia formazione come Faber. Le sue canzoni, le sue idee, i suoi contrasti interiori mi hanno accompagnato in questi dieci anni. Non si contano i ricordi delle serate trascorse a consumarmi le dita sulla chitarra cantando con un filo di voce le sue canzoni... le più famose e quelle che nessuno conosce. Per non parlare poi delle notti passate con mio cugino a suonare per intero la "Buona Novella", e soprattutto i pomeriggi passati sui libri di matematica ascoltando "Non al denaro, non all'amore né al cielo" per non impazzire. Fabrizio mi ha insegnato ha cercare sempre una via di fuga dal mondo, dai luoghi comuni che ci circondano e dalle gabbie che via via ci gettano addosso nel corso della nostra esistenza.
grazie mille Faber!

dai diamanti non nasce niente

Ogni anno viene il compleanno...


festa anni '30
Clicca sull’immagine per ingrandirla



E´gia un po´ di tempo che mi sono abituato che una volta all' anno arriva il mio cumple. E puntualmente da qualche anno a questa parte mi ritrovo a trascorrere questo maledetto 26 di novembre in situazioni sempre più rocambolesche. Dalle Ande all' Amazzonia... quest'anno il mio compleanno l'ho passato in una camera d'albergo in preda al delirio per la febbre alta.
Sono atterrato a Lyon per partecipare ad una conferenza e nevicava, freddo, gelo, solitudine....e ovviamente mi so ammalato. Erano anni che non mi capitava di delirare nel sonno per la febbre...
vabbe comunque la rivincita me la sono presa qui a Madrid. Festa anni '30 per affogare l'angoscia della crisi internazionale che striscia in un passato godereccio e spensierato quanto incosciente. Tutti travestiti stile Charleston, musica dell'epoca e Ron al posto del whisky...
la crisi striscia, la solitudine pure, peró sapete che vi dico?! il 25 di dicembre il sole tornerà a risalire l'orizzonte...

is US changing?

Vince Obama, tante emozioni, tutti felici. L'America ha un nuovo volto ed è nero. Ora tutti quanti possiamo dimenticarci di Bush e le malefatte compiute negli ultimi anni, perché gli Usa sono un grande paese, una nazione che ha la forza di eleggere un presidente nero. Un paese veramente democratico ed evoluto, dove tutti hanno una possibilità. Sta a singolo saperla sfruttare.
Ora il mondo può guardare l'America con fiducia, può dimenticare finalmente le disastrose guerre in Irak e in Afgnanistan, l'arroganza di Wall Street, il genocidio palestinese, il modello economico disastroso, i mutui subprime. Ora l'America ha un volto cool, giovane e soprattutto nero. Da oggi le guerre ci sembreranno più giuste e le falle del sistema più accettabili, le bombe più gentili, il signor Hank Paulson quasi un benefattore. La CIA e la DEA un allegro gruppo di mattacchioni al servizio di un presidente rastaman che ha più volte ammesso di aver fumato spinelli in gioventù. L'ondata di speranza ci ha travolti tutti e spero proprio che ci faccia dimenticare i crimini passati, presenti e futuri di questa grande nazione.

Welcome to the new world... the reality is still obsolete...

In Obama we trust...


Obama SuperMan
Clicca sull’immagine per ingrandirla



wall st
Clicca sull’immagine per ingrandirla

si si lo so dovrei scrivere un post chilometrico su una citta' come NY, mentre penso a qualcosa di intelligente da scrivere fatemi solo dire uuuaaaaaaa

tutte le foto

Veltroni chi?! ridateci Berlinguer!

Bighellonando per la rete sono rimasto sbalordito da un passo di un discorso di Enrico Berlinguer. La sua modernità mi ha piacevolmente sorpreso:

“…Questa esigenza nasce dalla consapevolezza che occorre dare un senso e uno scopo a quella politica di austerità che è una scelta obbligata e duratura, e che, al tempo stesso, è una condizione di salvezza per i popoli dell'occidente, io ritengo, in linea generale, ma, in modo particolare, per il popolo italiano. L'austerità non è oggi un mero strumento di politica economica cui si debba ricorrere per superare una difficoltà temporanea, congiunturale, per poter consentire la ripresa e il ripristino dei vecchi meccanismi economici e sociali. Questo è il modo con cui l'austerità viene concepita e presentata dai gruppi dominanti e dalle forze politiche conservatrici. Ma non è così per noi. Per noi l'austerità è il mezzo per contrastare alle radici e porre le basi del superamento di un sistema che è entrato in una crisi strutturale e di fondo, non congiunturale, di quel sistema i cui caratteri distintivi sono lo spreco e lo sperpero, l’esaltazione di particolarismi e dell'individualismo più sfrenati, del consumismo più dissennato. L'austerità significa rigore, efficienza, serietà, e significa giustizia; cioè il contrario di tutto ciò che abbiamo conosciuto e pagato finora, e che ci ha portato alla crisi gravissima i cui guasti si accumulano da anni e che oggi si manifesta in Italia in tutta la sua drammatica portata…”

“…L’austerità per definizione comporta restrizioni di certe disponibilità a cui ci si è abituati, rinunce a certi vantaggi acquisiti: ma noi siamo convinti che non è detto affatto che la sostituzione di certe abitudini attuali con altre, più rigorose e non sperperatrici, conduca a un peggioramento della qualità e della umanità della vita. Una società più austera può essere una società più giusta, meno diseguale, realmente più libera, più democratica, più umana. (...) La politica di austerità … può recidere alla base la possibilità di continuare a fondare lo sviluppo economico italiano su quel dissennato gonfiamento del solo consumo privato, che è fonte di parassitismi e di privilegi, e può invece condurre verso un assetto economico e sociale ispirato e guidato dai principi della massima produttività generale, della razionalità, del rigore, della giustizia, del godimento di beni autentici, quali sono la cultura, l’istruzione, la salute, un libero e sano rapporto con la natura.”

Shock and Awe

Sto leggendo un bel libro di Naomi Klein, e molte idee che erano confuse nella mia testa piano piano stanno prendendo una forma... ovviamente una forma inquietante!

Croci celtiche in campidoglio

L'ultimo dispiacere di questo mese di merda l'ho avuto ieri sera dopo aver visto tanti coglioni col braccio teso in un anacronistico saluto romano davanti alla porta del Campidoglio. Un'informazione super faziosa ha deciso che in Italia esiste un problema "sicurezza" ed i responsabili sono gli immigrati. Di colpo in Italia non esiste più la camorra, la mafia, la 'ndrangheta. Esistono marocchini, rumeni e neri che stuprano e uccidono. Il problema dell'Italia sono gli italiani, e la sua salvezza è l'immigrazione.
Fate schifo, ignoranti fascisti avete riempito il parlamento di gentaglia. Vergogna!

Cooperare VS Competere

Oggi l’ Italia affronta l’ennesimo evento oscuro della sua storia. Era prevedibile. Eppure qualcosa fino a ieri sera mi era sfuggito, mancava ancora qualcosa di importante nella visione che mi ero fatto del paese appena tornato dalla Bolivia...
Nel frattempo non trovando niente di meglio da fare in Italia mi sono trasferito a Madrid a lavorare all’università. Qui ci sono mille opportunità e, nonostante tutte le difficoltà che ha la Spagna in molti campi, si respira un’aria nuova e entusiasmante. Non è vero, come molti pensano, che gli spagnoli sono uguali agli italiani. In realtà sono più giovani, più attivi e più vivi e soprattutto più rispettosi dei diritti e dei doveri civici. Dopo solo un mese e mezzo ho avuto l’opportunità di viaggiare in Navarra e perfino di visitare il famoso Trinity College di Oxford.
Ormai, come molti italiani in giro per il mondo, incomincio a vedere il mio paese come un bellissimo posto per passare le vacanze e mangiare bene .... nient’altro.
Nonostante tutto da qui ho seguito la crisi di governo e un pò la campagna elettorale e per la prima volta nella mia vita mi sono sentito un cittadino senza diritti. Escluso dal diritto fondamentale di essere coinvolto nella vita pubblica del mio paese e di poter influire su di essa sebbene in minima parte attraverso il voto. Non sono andato a votare e la cosa grave è che non provo assolutamente vergogna. Però qualcosa non mi quadrava lo stesso, anche se avevo deciso da tempo di rimanere fuori da tutto. E ieri sera ho capito!
Ieri in Italia è finito un sogno che per 50 anni ha accomunato milioni di persone, incarnato un tempo nel più grande partito comunista d’Europa, il PC. Ieri, grazie all’abile mossa di Veltroni, le ceneri rimaste in parlamento del movimento sono state spazzate via. Ieri ho capito come la banda del Pd ha deciso di sacrificare l’ennesima volta l’Italia al Berlusconismo più becero optando per una mossa che ha di fatto tagliato una fetta importante della rappresentanza politica. L’Italia oggi ha perso moltissimo.
Hanno iniziato il lungo percorso partendo da Napoli e Genova seguendo un oscuro piano piduista già in atto da tempo per arrivare all’ annulamento totale dell’alternativa al pensiero unico predicato dal Bipolarismo. Da oggi in Italia sarà inutile parlare di riforma del sistema finanziario mondiale, del riscaldamento globale, del ripensamento del sistema liberista e di tante altre cose. Il “day after” del parlamento italiano mostra un paese in rovina e un gruppo di affaristi senza scrupoli al potere. Tutto sommato siamo un paese di destra, anche se non so più cosa vuol dire questa parola. Un paese di vecchi, fatto per vecchi. Vecchi egoisti e impauriti e giovani disillusi e disimpegnati. L’unica salvezza che vedo a lungo termine sono gli immigrati. Prima o poi la generazione dei nostri genitori ( che per la prima volta nella storia della repubblica ci consegnerà condizioni di vita peggiori di quelle che loro stessi hanno avuto) dovrà crepare e allora spero che gli immigrati in gran numero potranno sostituire questo cancro all’interno del popolo italiano.
Eppure fuori dall’Italia il mondo si sta muovendo. Qualcuno sta imparando che la crescita infinita in un sistema chiuso come il pianeta terra è impossibile. Che bisogna ripensare il modello di sviluppo neoliberista e che la chiave di tutto è nella cooperazione non nella competizione. Oggi un’azienda che non cresce nella produzione e nelle vendite è considerata un’azienda che sopravvive. Ma dove sta scritto?! Davvero dovremo inquinare ogni fiume e ogni mare per capire che i soldi non si mangiano?! Il sistema economico è insostenibile e suicida e nessuno dei politici italiani sembra esserne cosciente.
Addio bella Italia, io continuo il mio peregrinare per il mondo senza rimpianti...

Condividi contenuti