"You never change things by fighting the existing reality. To change something, build a new model that makes the existing model obsolete."
"Non cambierai mai le cose lottando contro la realtá attuale. Per cambiare qualcosa, costruisci un nuovo modello che renda l'attuale obsoleto"
Richard Buckminster Fuller

Viaggio sulla ruta del Chè

La Higuera
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Dopo 8 ore di jeep arriviamo alle due di notte a Valle Grande. Sono stremato, oltre tutto ho guidato per buona parte anche io sulla strada sterrata, di notte. Valle Grande è addormentata, tra i vicoli coloniali c'è solo qualche cane insonne che gironzola. Dopo aver seguito per giorni Guevara e i suoi compagni e dopo averli decimati e infine codardamente uccisi, l'esercito boliviano portò i corpi dei guerriglieri qui a Valle Grande. Li mostrarono alla popolazione come monito e come esempio. Ma la gente, che non aveva mai visto il Che e i suoi compagni, rimase enormemente colpita da quell'uomo disteso sul piano freddo di una lavanderia, con gli occhi aperti che sembravano seguirti e quasi sorriderti. "Solo le faltaba la palabra" (mancava solo che parlasse) mi ha detto un vecchio a Valle Grande. L'uomo che avevano demonizzato per mesi era lì, magro e distrutto dalla fame, dalle marce forzate, dalla vita nella boscaglia. Non gridava ne sembrava voler rubare la preziosa terra ai contadini e alle loro famiglie. Solo guardava nel vuoto con un sorriso tranquillo.
Il giorno dopo lasciamo Valle Grande e la gente che girovaga nella piazza e andiamo a la Higuera, la comunità isolata nelle montagne dopo catturarono il Che. Entriamo nella scuola dove dormì una notte e dove fu poi assassinato per ordine degli agenti della Cia, un ordine venuto direttamente da La Paz. Un senso enorme mi tristezza mi ha avvolto, 42 uomini dispersi nella boscaglia remota della Bolivia, forse un'enorme ingenuità. L'illusione di trascinare il popolo come avevano fatto a Cuba, di liberarlo dall'ignoranza e dalle catene. La realtà è che erano isolati e soli, forse avevano fatto troppi errori. Una cosa mi rimane però... nonostante credo che la lotta armata sia anacronistica e sbagliata non posso non vedere in Ernesto Guevara un uomo di una generosità, un'onestà e un senso di sacrificio disinteressato a favore degli oppressi eccezionale, incredibile.

Hasta siempre comandante

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Valle Grande

Il 9 ottobre di 40 anni fa moriva Ernesto Guevara de la Cerna, in un villaggio della Provincia di Santa Cruz, La Higuera. Un po' di gente si riunirà questo fine settimana a Valle Grande, dove il Che fu portato dopo essere stato ucciso e fu esposto alla stampa mondiale. Stasera esco un po' prima e con alcuni amici andiamo in macchina fino a Valle grande, 6 ore tra le valli interandine... per dare omaggio all'uomo piu' che al guerrigliero...

Ogni tanto suono il piano

Tra un viaggio e l'altro ogni tanto suono il piano. Ogni tanto mi passa per la mente un motivo, qualche accordo. Prima di andare via da Napoli ho registrato qualche secondo di pensieri e sensazioni, e per la prima volta... nessun software proprietario è stato utilizzato per incidere questo prodotto!

Fantasia in RE

ritorno veloce

Mentre mezza Italia è sotto gli ombrelloni sono sicuro che quasi nessuno leggerà questo post. Torno in Italia il 26 Agosto per tornare il 6 settembre in Bolivia. Praticamente toccata e fuga. ovviamente non ho cellulare italiano chiunque voglia contattarmi (bah meglio stare sulla spiaggia) sarà costretto a tentare a casa al 0817767587.
;-)

La miniera

la corruzione genera impiego
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Venerdì sono stato a Potosì per incontrare un vescovo. Io che incontro un vescovo, ma dove siamo finiti. Ho approfittato per conoscere meglio la grande Potosì, fortuna per 3 secoli della corona spagnola e del capitalismo europeo nascente. Ho deciso di visitare una miniera e sebbene la "passeggiata" non è stata affatto sicura, con tanto di esplosioni di dinamite, è stata un'esperienza incredibile.
La vita del minero è breve e dura, imprigionato nelle viscere della terra tra la polvere e il fango. Un po' di coca, sigarette e alcol servono per mitigare il lavoro insopportabile e anche ad assicurarsi il favore del tio de la mina, il dio/diavolo che vive nell'oscurità della miniera. Il tio e la pachamama, la madre terra, si uniscono dando vita alle vene di minerale che sfameranno i minatori e le loro famiglie. E' incredibile come nelle situazioni più estreme l'essere umano riesca a produrre una visione dell'universo tanto poetica e intimamente legata alla terra che lo sfama.
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i trivellatori
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Globalizzazione digitale

Nel mondo della globalizzazione digitale è sempre più difficile seguire le mille maniere di fare soldi impedendo la libera circolazione di idee e informazioni.
Guardate un po' qui!
Televisione Digitale

Viaggio alla fine del mondo con ritorno...

Il bus che mi riporta ad Oruro mi trascina di colpo nuovamente nel mondo boliviano fatto di ritardi e imprevisti. La gente mangia, chiacchiera e sonnecchia, tutto allo stesso tempo. nel frattempo fuori dal finestrino scorre l'altipiano, immenso e freddo come sempre.

Ormai sono passati venti giorni da quando ho lasciato la Bolivia diretto a Santiago de Chile, Aurora ed io ci ritroviamo dopo 24 ore di autobus nella capitale cilena scaraventati in una modernissima metropolitana. Tutto si muove e tutti sembrano ostentare un modello di vita lontano anni luce da quello boliviano. La mia amica Katarina, vive nel barrio independencia, classe media, giardinetti curatissimi e portiere ventiquattroresuventiquattro.

Il fine settimana lo passiamo a Valparaiso tra la casa di Neruda e un piatto di frutti di mare davanti all'oceano. Valparaiso, oltre a essere stato il luogo dove il generale Pinocho ha trascorso i suoi ultimi giorni in Chile in una villa sfarzosa, è un' incredibile mescolanza di stili e culture. Si respira la stessa aria di porto che trovi a Genova o a Marsiglia. Poi il lunedì si torna a Santiago, il tempo per posare un fiore sulla tomba del presidente Allende e uno su quella di Victor Jara e poi l'atmosfera si fa pesante e mi viene voglia di andar via. 18 anni di dittatura militare hanno spazzato via due generazioni di pensatori, mi sembra che la gente si sia concentrata più nell'apparire che nell'essere, ovviamente niente pensione, niente salute pubblica,niente scuola pubblica, tutto privato... evviva i Cicago Boys!

tomba Allende
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Martedì partiamo per Punta Arena, stretto di Magellano, pieno inverno. Da lì su a El Calafate a vedere i ghiacciai più incredibili della Patagonia, immense lingue di ghiaccio che scendono per kilometri dal Campo de Hielo Sur, una delle riserve di ghiaccio più grandi del pianeta. E poi giù giù fino alla terra del fuoco, il posto più a sud del mondo prima dell' Antartide.

Iceberg
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La Patagonia è una terra immensa e quasi disabitata, un posto di una magia primitiva e attraente. Un luogo di gente dura e selvaggia, di soprusi e lotte per la sopravvivenza. Fino al 1850 la terra del fuoco era rimasta fuori dalle mire coloniali degli Europei. Vi abitavano gli indigeni Selk'nam, gli Yagahna e gli Alacalufes, gente nomade che viveva quasi nuda pescando frutti di mare e Leoni marini. In meno di 80 anni queste genti si sono estinte, per mano delle missioni religiose europee, delle malattie e della violenza.
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Feria di Llallagua

Papas
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Il fine settimana passato sono ritornato a Lallagua per la Feria dedicata alle patate native del Norte Potosì. La fiera è stata organizzata dall'associazione di produttori della zona che lavorano nei nei progetti di RC. Llallagua è un villaggio in decadenza di minatori. Quella che era stata una delle più grandi miniere di stagno del mondo, la mina Siglo XX, ora è un ammasso di ferraglia abbandonata. Oggi i minatori, organizzati in cooperative, continuano ad entrare nella bocca dell'inferno per estrarre minerale di bassa qualità sempre in cerca di una vena che gli possa cambiare la vita.

La gente che vive nelle comunità attorno a Llallagua, in uno dei posti meno accessibili di tutto il continente nel cuore della Bolivia, coltivano da secoli almeno 200 varietà di patate. Alcune sono viola, altre arancioni, con forme stranissime e curiose. Ho avuto la fortuna di essere scelto come giudice nella gara di piatti tipici, ho mangiato cose mai viste, alcune buone, altre schifezze atroci. Un cactus che si chiama Achacana che sa di ostrica, la radice di Maca super energetico, patate e patate e carne di Lama. Alla fine della giornata quasi scoppiavo sotto il sole dei 4000 metri dell'altipiano. Mi sono seduto tra la gente e ho ascoltato il concertino di musica potosina organizzato prima della premiazione finale dei produttori... mi fa venire in mente un po' la musica cinese antica....
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Un po' di foto...

Bene dato che in questi giorni non ho proprio tempo per scrivere un acca cercherò di rimediare alla mancanza di info con un po' di fote di qualche cazzeggio finesettimanale. Un po' di oceano pacifico, un po' di lago, un po' di giungla e un po' di montagna!

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Un po' della mia musica in giro...

Oggi sono contento, mi ha scritto mia cugina Lidia dicendomi che ha infilato un mio pezzo al piano in un servizio di un suo amico su rai3 e RaiNews 24 che parla di un ragazzo albanese omosessuale!

questo è il link della puntata


e questo è il link al video

per scaricare il video tasto destro e salva destinazione...

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