"You never change things by fighting the existing reality. To change something, build a new model that makes the existing model obsolete."
"Non cambierai mai le cose lottando contro la realtá attuale. Per cambiare qualcosa, costruisci un nuovo modello che renda l'attuale obsoleto"
Richard Buckminster Fuller

Ale

Ale
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Mi sa che scrivo troppo poco ultimamente sul blog...sigh
Mi sa che sono un po' distratto da quello che avviene attorno a me... molti giorni nel campo tra le comunità, su e giù tra Cocha e La Paz...
Per fortuna torno a casa e mi stendo sull'amaca, anche se ieri era occupata da Ale, un piccolo Yuki che scorrazza nel mio giardino.

Installazione Totora

Totora
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La settimana scorsa sono stato in un Municipio del Dipartimento di Cochabamba che si chiama Totora, un bellissimo villaggio coloniale, set del film "el dia que muriò el silencio". E dato che un sacco si gente mi dice ma che lavoro fai, di che ti occupi, ancora non ho capito che cavolo fai e addirittura mio cugggino Pasquale dice che mi gratto la panza! ho deciso di descrivere un po' il mio lavoro raccontando una giornata sul campo.

Bene, prima di tutto ho sviluppato un sito web per la sede di RC in Bolivia, si raggiunge a questo indirizzo www.bolivia.ongrc.org. Ci sono i progetti a cui lavoriamo e un po' di foto. Io a Cocha mi occupo di un progetto di elettrificazione rurale con pannelli fotovoltaici, in pratica portiamo l'elettricità nelle scuole e nei centri di salute di 4 municipi della zona del Nord Potosi'. L'idea è che, attraverso la possibilità di riunirsi anche la sera, si possano attivare tutta una serie di attività sociali utili alla comunità. La prima parte del lavoro consiste nell'instaurare rapporti con i sindaci e gli addetti comunali dei Municipi per poter firmare i contratti per le installazioni e organizzare le attività sociali previste (corsi, workshop etc..). E questa è la parte piu' difficile!!! Poi ho progettato gli impianti insieme alla Ong boliviana con cui lavoriamo, Energetica . Ora viene la parte di installazione e programmazione delle attività che garantiscono la sostenibilità del progetto e l'uso sociale dell'energia.

Per l'installazione di Totora arriviamo alle 8 di mattina dopo 3 ore di jeep e dopo una breve riunione...

Gruppo di lavoro
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si arriva alla comunità dove dobbiamo lavorare.
Una bella colazione col miele appena tolto dall'alveare...

Miele
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Poi si monta il palo per il pannello (in questo caso un semplicissimo 50W)...

Montaggio pannello
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Il pranzo...!

Pranzo a base di patate native
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alla fine una famiglia ha la luce!

Famiglia
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in questo caso l'installazione è in una casa privata perchè fa parte di un altro progetto della cooperazione spagnola, le nostre installazioni saranno piu' complesse perchè all'interno di scuole e centri di salute rurali.
vedi tutte le foto

22 Marzo 1980



Luis Espinal

Ventisette anni fa moriva Luis Espinal, torturato e ucciso dalle milizie paramilitari al soldo della dittatura di Garcia Mesa. Il primo libro che ho letto sulla Bolivia parlava proprio di Espinal, della sua lotta non violenta contro il cancro maligno dell'autoritarismo tanto in voga in America Latina in quegli anni. Sabato ho risalito le strade di La Paz fino al Cementerio General per mettere un fiore sulla sua tomba. Un gruppo di donne Aymara vegliava in silenzio l'umilissimo tumulo. Nonostante fosse un catalano trapiantato, Espinal sembra abbia lasciato un segno molto piu' profondo nel mondo indigeno che non nella classe media meticcia. I suoi assassini sono tranquillamente liberi, i nomi conosciuti e forse temuti. Sono sicuro che, se la Bolivia si avvia timidamente verso una societa' democratica, il merito e' di uomini come Luis Espinal...

Capitalismo

Ormai abbiamo fatto l'abitudine al sistema economico che ci circonda, pensiamo che esso permea tutta la nostra esistenza (e probabilmente è vero...) e lo chiamiamo senza paura e vergogna capitalismo. Ma in realtà basta mettere il naso fuori dai paesi cosiddetti sviluppati senza la superficialità del turista da Lonely Planet per accorgersi che il capitalismo non è solo un sistema economico. Il capitalismo è una forma di pensiero, una maniera di concepire il mondo, una spinta verso una continua espansione e crescita. Questa spinta provoca inesorabilmente un meccanismo che rifiuta ogni differenza e esternalizza i danni dei processi industriali sulla società, cioè su di noi. Non bisogna essere comunisti o fricchettoni o sinistroidi per vedere che questo sistema, vedi il capitalismo, è un disastro. Crea povertà, distrugge l'ambiente, provoca guerre di continuo e annulla le diversità in maniera violenta e traumatizzante. Crescere crescere, aumentare il PIL, costringere ogni persona su questo mondo a desiderare le stesse cose inutili, a vivere nelle stesse città a consumare le stesse cose per continuare a salire e salire. Un processo entropico che può fermarsi solo quando non c'è piu' niente da cambiare. Ieri abbiamo ospitato in casa una famiglia di Yukis che vengono dalla foresta, loro sono uno dei migliaia di esempi di distruzione sistematica del nostro perfetto sistema genera soldi e benessere...per pochissimi. Cacciati come animali con fucili caricati a narcotici, ingabbiati, ammazzati violentati, in pochi anni gli ultimi indios dell' Amazzonia scompariranno alla fine di un processo di vero e proprio etnocidio. Non è possibile sopportare gente che non costruisce strade, case, ponti, agenzie di assicurazione, call center con lavoratori interinali, suv, talkshow, cellulari, carriarmati.
Devono adattarsi al nostro modo di vivere, sono selvaggi. In fondo gli stiamo offrendo un mondo pieno di meraviglie, i loro figli un giorno potranno vivere nei sobborghi di una grande città con meno di un dollaro al giorno, scavare tra i rifiuti per poi ritornare in un'accogliente favelas.

Bolivia dulce hogar

Buenos Aires

Il soggiorno napoletano è stato davvero breve, il tempo di rivedere gli amici, ritrovare vecchie e nuove angoscie e già mi trovavo sul volo per Buenos Aires. Per fortuna il viaggio di ritorno è stato molto più piacevole dell'andata. Ho anche avuto modo di fermarmi una mezza giornata a Buenos Aires, nella foto si puo' vedere come andrebbero trattati i turisti...!

casa...

Eccomi a Napoli, come ultimo regalino del viaggio qualcuno ha gentilmente sfilato il mio cellulare dallo zaino tra un aeroporto e l'altro. Se mi volete chiamatemi a casa!!! sigh

Santa Cruz de la Sierra ore 16 e 30 ...

Santa Cruz de la Sierra
26 Febbraio 2007
ore 16:30

...fa un caldo soffocante, in questo super aereoporto internazionale non c'e' neanche il condizionatore... bene, il Lloyd Aereo Boliviano, come si direbbe nella mia citta' natale, ci ha fatto un pacco DOC. Prima ci ha spostato il volo da venerdi' a sabato, poi a lunedi...e ora sono a Santa Cruz aspettando di partire "forse" alle sette di sera per Madrid. Dovevo vedere Peppitiello Fico a Madrid e niente... dovevo passare un giorno e mezzo con la mia cuginetta Ida e niente. Volo Sevilla Pisa perso e soldi persi...quanto sono incazzato... senza parole...
il mio nervosismo si sta piano piano trasformando in calma serafica, mi sa che mi sto bolivianizzando troppo.........

Di ritorno a casa



Oruro

L'estate di La Paz non so proprio perchè continuano a chiamarla estate...sole di giorno, caldo, poi piove e fa freddo...la notte c'è un maledetto freddo secco che passa sotto le coperte. La settimana scorsa la gente per le strade boliviane è impazzita, è scoppiato il carnevale come un acquazzone estivo. Le persone andavano in giro tirando palloncini pieni d'acqua e spruzzando schiuma...peggio se sei chiaro, diventi il bersaglio preferito. Ma il delirio totale si scatena ad Oruro, una città mineraria dell'altipiano. Una distesa di case senza intonaco in un deserto a più di 3600 metri di quota. Balli, canti, maschere incredibili di diavoli e spiriti si scatenano tra i vicoli di questo paesone polveroso e senza un albero. Il delirio! Poi alle sei del mattino, dopo una giornata sfrenata, si sale tutti al santuario della Virgen del Socavon ad aspettare l'alba con le fanfare che continuano a strombazzare. Ogni gruppo di ballerini con banda annessa entra in chiesa e si fa benedire, mentre una moltitudine di gente è assopita sotto le coperte di lana tra i banchi del santuario. Fuori fa un freddo polare, alcuni ballano sotto il sole timido dell'aurora, altri distesi per terra distrutti dall'alcol, dormono coperti da poco più che una maglietta, sognando la vergine protettrice dell' indios minatore mentre li culla nel suo mantello blu...
E io... mi becco un bel raffreddore... domani si parte per Madrid, qualche giorno in Spagna e poi a casa a Napoli a farmi coccolare dalla mamma...

vedi foto

Watia di Lama

totora

La settimana scorsa sono stato in giro nelle comunità di Sacaca, un municipio del progetto per il quale lavoro. Nonostante le varie infezioni contratte (tutte non veneree ehehe) è stata una bella esperienze...direi piuttosto forte, come al solito qui in Bolivia.
Appena tornato a Cocha, neanche il tempo di scaricare la posta e sono ripartito per una comunita' a un'ora dalla città a circa 4500 metri di altezza. Abbiamo inaugurato una scuola alimentata a pannelli solari e fatto festa bevendo Chicha e mangiando Lama. Il Lama era cucinato alla Watia, cioe' messo sotto terra insieme a patate di varie specie sopra a pietre infuocate e a braci. Dopo quattro ore sotto terra viene preso e distribuito alla comunita'. Inutile dire che era buonissimo e senza grasso!
vedi foto di me che azzanno lo stinco del Lama

Che giornata

Bisogna ammetterlo ci sono giornate in cui niente funziona...sembra proprio che gli dei ti sono avversi . Manitù, Viracocha, Geova o chicchessia si è messo in testa di rovinarti la giornata! ieri la serratura nuova di zecca appena comprata si è rivelata una vera schifezza, ho rotto la punta del trapano e non ho potuto mettere le tendine che farebbero della mia stanzetta un luogo cosi' accogliente e....dulcis in fundo .... si è rotto lo scarico del cesso, che forse è la cosa più importante di tutte dato che ora devo chiudere l'acqua a tutto il bagno...sigh
Vabbè, ma le notizie brutte vengono sempre accompagnate eheheh
David, il mio compagno di casa antropologo, mi ha detto che nei prossimi giorni parte per la selva con un gruppo degli indigeni che sta studiando, gli yukis. Gli Yukis sono un gruppo indigeno della selva amazzonica scoperto appena nel 1992, vivono di caccia, raccolta e non costruiscono abitazioni. Dal giorno della loro scoperta sono stati rapiti, uccisi, violentati, ma la cosa peggiore (che anche quella che più mi fa incazzare) e che sono oggetto di una terribile evangelizzazione da parte delle chiese evangeliche, avventiste, battiste o come cavolo si chiamano. Biondi preti nord americani si sono istallati nel loro territorio costringendoli a pregare, vivere in sudice baracche incutendo il timore del terribile dio vendicatore cristiano giudaico. Le chieste evangeliche stanno divorando i paesi dell' Africa e dell'America Latina, finanziati in gran parte dal governo Usa e da grandi gruppi economici sempre nordamericani. E' in atto ormai dagli anni sessanta un'enorme campagna di evangelizzazione che predica valori quali il capitalismo sfrenato, l'individualismo, il creazionismo e il rifiuto di qualunque forma di illuminismo scientifico. Non a caso l'amministrazione Usa negli anni settanta ha finanziato incessantemente queste sette in America Latina per contrastare la teologia della liberazione che aveva le sue radici nei vescovi sudamericani cattolici. Cavolo non avrei mai pensato di rimpiangere la chiesa cattolica...sigh
Ultimamente Evo Morales ha cacciato i preti americani, ma restano tuttora quelli boliviani controllati e diretti dai bianchi, anzi addirittura più corrotti e fanatici!
Organizziamo una bella spedizione nella selva con archi e frecce e poi li abbrustoliamo sulla graticola questi maledetti culi bianchi?! chi mi segue?!

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