Parto per Cocha, dopo quasi un mese a La Paz mi ritrovo nell'autobus delle undici... c'è un bimbo che canta filastrocche per guadagnarsi la vita e fuori il solito formicaio della gente che si muove affannosamente e instancabilmente attraverso questo incredibile paese.
Valere un Potosi' vuol dire valere una fortuna, una fortuna inestimabile e incalcolabile. I conquistadores spagnoli trovarono la loro fantomatica Eldorado nei fiumi di argento nascosti dalla natura all'interno di una brulla montagna conica nel bel mezzo delle ande a quattromila metri di quota. Potosi' sorge ai piedi di un monte chiamato “el cerro rico”, fortuna e tragedia dei sui abitanti da ormai cinque secoli. Per quasi quattrocento anni il cerro rico ha vomitato tonnellate e tonnellate d'argento per finanziare le casse del regno di Spagna, i banchieri di mezza Europa e avvelenare i polmoni di milioni di indigeni che lavoravano nelle sue viscere, facendo di Potosi' la città più popolosa e ricca del mondo. Ecco perché la vita mi sembra valere davvero un Potosi', poter respirare all'area aperta, guardare la luce del sole senza l'angoscia delle cariche esplose troppo presto e i polmoni pietrificati dalla silicosi! Lunedì scorso, di mattina prestissimo per evitare l'ennesimo blocco stradale a La Paz, salgo in jeep e parto per Potosi'. L'idea è quella di incontrare i responsabili dei distretti scolastici e di salute pubblica dei municipi nei quali lavoro che si incontrano nella città per programmare il nuovo anno. Per fortuna Aurora e sua madre mi accompagnano per tutti i 500 e passa km tra le ande che separano La Paz da Potosi'. E finalmente vedo il cerro rico di cui tanto parla Galeano per dimostrare come la rivoluzione industriale è frutto di un saccheggio, le chiese barocche del '600, i resti di un insaziabile cupidigia e i vicoli irregolari costruiti per evitare il vento gelido di quelle alture.
Dopo quattro giorni passati tra appuntamenti e inseguimenti mi ritrovo con un bel bagaglio di dati e conoscenze e soprattutto con un affanno incredibile, a 4100 metri sopra il livello del mare è faticoso perfino respirare!! Il ritorno è piacevole se non fosse per il cambio della mia Montero che smette di funzionare in pieno altipiano, il ritorno a La Paz è dovuto. Fanculo l'assicurazione boliviana e i suoi meccanici, si torna a Cochabamba senza macchina. Ma l'esperienza fatta vale di certo un Potosi'.
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"Non cambierai mai le cose lottando contro la realtá attuale. Per cambiare qualcosa, costruisci un nuovo modello che renda l'attuale obsoleto"
Richard Buckminster Fuller
Questa vita vale un Potosí
Volver a Bolivia
Mentre il mondo dispensa democrazia attraverso la forca o bombardando un po' qui un po li' (l'importante è prendere decisioni tra le più difficili possibili...!sigh), al ritorno in Bolivia mi sbattono brutalmente in faccia il fatto che migliaia di famiglie nel paese andino vivono nella più totale miseria. E' il caso di El Alto, una città che non è una città, un enorme ammasso di case non intonacate che si estende sconfinato sull'altopiano appena sopra La Paz. E' così, dopo aver finalmente conseguito la mitica patente di guida boliviana, la mia capoccia mi chiede di farmi 3 ore di altopiano per raggiungere l'ameno villaggio di Santiago de Huata sulle rive del lago Titicaca (dove sembra se la passino meglio che in città) per recuperare 500 chili di alimenti destinati ad alcune famiglie di El Alto. Monto sulla jeep e, sotto la pioggia, si arriva in questo stupendo villaggio sul lago circondato da coltivazioni di Quinua, patate e choclo.
Al ritorno Matteo ed io ci nutriamo di Wallake, una zuppa di pesce Carachi pescato nel lago....fino ad oggi nessun batterio si è riprodotto nel nostro stomaco, speriamo bene...!
riassunto delle puntate precedenti
Nel frattempo i nostri eroi (che saremmo io e Matteo) avevano passato la notte della vigilia di Natale coccolati e stracoccolati a casa di Clara, un'amica di Naty, con la sua famiglia argentina al 100%. Nonostante sembrasse quasi a tutti (meno che agli interessati) che fossimo una coppia gay in vacanza (sigh) l'accoglienza portegna è stata fantastica. La notte prima di ripartire ho addirittura avuto il coraggio di prendere lezioni di tango in un locale autogestito ricavato da un ex mulino al centro di Baires. Purtroppo non c'era tempo di far venire fuori le mie troppo nascoste doti di ballerino, il giorno dopo si era già a Montevideo dai miei vecchi amici Fernando e Leticia. Parrillada sul rio della Plata e passeggiate per Montevideo e poi si passa per Capo Polonio, alla frontiera col Brasile, dove tra dune di sabbia incredibili e leoni di mare si aspetta l'anno nuovo. La Bolivia ci pretende... si riprende il bus e si arriva fino a Iguazu dove ci sono le cascate più spettacolari che abbia mai visto, anche se l'atmosfera sembra un po' Gardaland per la quantità di turisti presenti. Beh era ora di tornare, si prende un bus per Asunciòn in Paraguay e poi fino a Santa Cruz attraversando il territorio sconfinato del Chaco. Cinque notti passate in bus mi hanno rotto la schiena ma ...hay que volver a Bolivia!
Buenos Aires
Per trascorrere il primo natale fuori di casa non c'é niente di meglio che fare una mezza pazzia... lasciato il mio cuginone all'aeroporto di El Alto -appena é partito ho capito veramente quanto mi era mancato in questi 2 mesi e quanto mi mancherá sigh - mi sono imbarcato nell'impresa di raggiungere Buenos Aires per andare a trovare un'amica conosciuta sul web, Naty. Dopo uno stimolante, interessante, stressante viaggio in bus tra il deserto cactusoso della bolivia e la pampa argentina eccoci (Matteo ed io) a Baires la cittá delle mille mescolanze. Bah! qua sembra di stare in Europa! anche se il gusto latinoamericano é inconfondibile. Naty ha una casa fantastica, fa la pittrice e, nonostante non ci siamo mai visti ci ha accolto con un'enorme ospitalitá. Stanotte (la vigilia) si va a casa di una sua amica a passare il natale con una famiglia argentina....dové la mia mamma!!!no skerzo, questo é davvero un bel posto per viverci...
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Grande, Tiwanaku e....si parte...

Eccomi di nuovo a La Paz, sistemiamo un po' di cose per il lavoro prima delle vacanze natalizie e poi si parte per Buenos Aires... La vacanza del mio cuginone Pasquale è quasi terminata, ieri siamo stati al sito archeologico di Tiwanaku, l'antica civiltà perduta preincaica... ci è rimasto davvero poco delle imponenti rovine, qualche raffinata stele e le vestigia di una grande piramide per l'osservazione delle stelle.
Ieri siamo usciti a bolichiar nella parte vecchia di La Paz con Adrian, i miei amici belgi conosciuti a Cocha Gelord e Francisco... abbiamo giocato a Cacho e...incredibile io e Gelord abbiamo fatto due grandi di Mano!!! vittoria in un colpo!!!
Chapare
Questo venerdi' siamo stati nel Chapare, la regione amazzonica a nordest di Cochabamba. Ho dovuto portare il mio Monomichi in un centro di recupero di animali a Villa Tunari...oddio era pieno di fricchettoni volontari, e' stata dura lasciare Chè la' dentro!!! il Chapare e' una regione fantastica, abbiamo attraversato la foresta vergine del parco Carrasco con una guida fino ad alcune caverne abitate da almeno 6 specie diverse di pipistrelli, tra le quali alcune emotofaghe....infine siamo entrati in una caverna dove vive il rarissimo Guacharo, un uccello notturno che vive nelle grotte e si nutre dei frutti delle palme. L'umidità e la pioggia ci hanno devastato...almeno a cena si e' mangiato cervo di foresta e Tacu..una specie di armadillone gigante...
Wiesterman ale'
Venerdi' sono tornato a Cocha, qui tutto e' rimasto uguale... a parte la pioggia che ha inondato un po' tutto, la casa e' uguale a come l'ho lasciata...con tanto di super erbacce da rimuovere! Sabato chiamo mio cuggino pascalone e mi dice che mercoledi' arriva a Santa Cruz de la Sierra...non e' possibile... bene stasera mi metto nel bus e lo vado a prendere ai confini dell'amazzonia!!!
Domenica siamo stati allo stadio per il partitone Wiesterman Cochabamba - Real Potosi'. Finale di Campionato, chi vince accede alla copa de Libertadores. Lo stadio e' piccolo ma e' una bolgia, i giocatori sono un po' lentini e cadono ogni dieci minuti. Negli ultimi minuti si sfiora la rissa in campo...penso mmmm tipico sudamericano non potevo chiedere di meglio. La partita finisce 2-1 per il Cochabamba, fuori dallo stadio e' festa tutta la notte... io mi rifugio in un bar a bere caipirigna e a godermi il delirio per strada...
Il mio compleanno festeggiato 3 volte!!!
Ieri era il mio compleanno...e tra sabato e domenica mi hanno festeggiato 3 volte! la prima sabato a pranzo a casa di una collega boliviana a El Alto...
la sera poi a casa di un amico francese, Adrian, si e' fatto un festone e infine domenica pomeriggio la mia capa Ruth mi ha fatto il tiramisu'...come la mia mammma sigh...
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ecco il video pazzone...
Gli inferni minerari Huanuni e Llallagua...
Da venerdi' scorso sono di nuovo a La Paz...cavolo che freddo puo´ fare a 4000 metri di notte! Finalmente riesco ad andare a trovare il mio amico Matteo che lavora a Llallagua, dipartimento del Norte Potosi'. Martedi' mattina, rincoglionito dall'aria rarefatta e dalla precedente nottata paceña, ci infiliamo della "RC jeep" e partiamo per l'altipiano. Insieme a me e alla mia capa Ruth c'e' Javier Medina, filosofo, ex editore e noto capocchione boliviano... Non so' perche' ma mi ricorda tanto il mio amico P.Lopez. Per due giorni non faro' altro che fargli domande su questo e su quell'altro proprio come uno scolaro rompi scatole...ma questa e' un'altra storia. Passato Oruro, un paesone polveroso in pieno altipiano, famoso per le sue antiche miniere e il suo carnevale sincretico, ci dirigiamo verso Huanuni.
Huanuni e' un ammasso di baracche ai piedi di due montagne che nascondono gelosamente la piu' grande riserva di stagno della terra... un inferno...
Lo sfruttamento del minerale e' gestito da cooperative di minatori e dall'ipresa statale Comibol, ma all'interno del monte, tra le viscere della terra, dentro i bui cunicoli regna un selvaggio sistema di tutti contro tutti. Si scava senza alcuna condizione di sicurezza, con dinamite e picconi, nudi, bagnati con solo aiuto della sacra foglia di coca. Da Huanuni una strada sterrata ci porta fino a Llallagua, attraversando un paesaggio incredibile per la sua bellezza selvaggia. Llallagua e' una replica grottesca e tragicomica di Huanuni. I mineros qui sono riusciti dopo anni di lotta a fare istituire l'universita´ Siglo XX ...30.000 abitanti 15.000 studenti. All'ingresso del paese ci sono immense colline frutto dello svuotamento della montagna... i detriti trascinati dalla corrente di un piccolo torrente vengono accuratamente setacciati a mani nude da alcune donne alla ricerca di residui di minerale. Huanuni e Llallagua forniscono la maggior parte dello stagno mondiale, il minerale qui estratto serve a costruire computer, elettrodomestici, cellulari, antenne, aerei, macchine... eppure di notte, sfidando la morte, molti mineros rinnegati si introducono nei cunicoli angusti del cerro per rubare il minerale che sul mercato mondiale sale continuamente di prezzo, ma non calzano sofisticati stivali antiscivolo o maschere antisilicosi ma semplici sandali fatti di pneumatico...
vedi foto Llallagua
vedi foto varie
Casa nuova, cacarella e mal di pancia...
Ieri finalmente ho trovato casa qui a Cochabamba. Fino adesso ero in una stanza al centro della citta' in un quartiere non proprio residenziale. Il fine settimana c'era sempre un vecchio contadino che veniva dalla campagna e dormiva su una coperta per terra, fuori l'uscio di casa...era li' a ricordarmi che quasi la meta' della gente su questo pianeta campa con meno di un euro al giorno...bene da ieri vivo in una bellissima casa con un grande giardino pieno di alberi e piante insieme ad un ragazzo francese e una ragazza boliviana. La casa e' piena di freccie e lancie, David e' antropologo e studia una tribu' del Chapare (un posto qui vicino) scoperta appena nel '92 e quando torna dai sui viaggi nella selva porta strani oggetti! L'altra settimana e' tornato con un animaletto a meta' tra una mangusta e una scimmia, divertentissimo...un unico inconveniente:e' notturno... il che vuol dire che dorme tutto il giorno e per tutta la notte vuole giocare e mangiare, manco a dirlo il tutto si tramuta in un gran rompimento di scatole!! Sara' l'emozione per la nuova casa, l'eccitazione per la mia nuova vita ma molto piu' probabilmente il ristorante argentino dove ho mangiato ...da ieri mi e' venuta una gran cacarella, tutto il giorno a letto! Sirli, la boliviana compagna di casa, mi ha fatto un intruglio di erbe e poi un brodo di pollo che mi ha risollevato un po'.
w la comida boliviana!






