"You never change things by fighting the existing reality. To change something, build a new model that makes the existing model obsolete."
"Non cambierai mai le cose lottando contro la realtá attuale. Per cambiare qualcosa, costruisci un nuovo modello che renda l'attuale obsoleto"
Richard Buckminster Fuller

Macchu Picchu

Macchu Picchu

"Entonces en la escala de la tierra he subido
entre la atroz maraña de las selvas perdidas
hasta ti, Macchu Picchu."

Pablo Neruda

Si dice che ci sono cose nella vita che prima o poi vanno fatte... a volte si rivelano grosse delusioni a volte si scoprono aldila' delle nostre aspettative. Macchu Picchu era una delle cose che stazionava nel mio "cassetto delle cose da fare prima o poi". Ed ecco che al primo momento libero nella mia avventura boliviana mi salta in mente di prendere un bus ed arrivare fino a Cusco, un viaggio di 12 ore nell'altipiano peruviano.
Cusco, l'antica capitale degli Inca, preserva nelle sue vie e nei suoi edifici un'atmosfera coloniale intatta. Ogni edificio e' costruito sopra antiche costruzioni Inca, enormi pietre di granito liscio incastrate in maniera sconcertante. A lungo ho passato le dita tra le giunture cercando inutilmente uno spazio che non c'era! Cusco, la capitale dell'immenso impero Inca oggi e' una bomboniera in stile coloniale costruita su pietre imbrattate di sangue indio.
Da Cusco si parte prima in taxi e poi in treno per le valli che scendono verso il bacino amazzonico. Il clima cambia e la vegetazione cresce.
Aguas Calientes e' un paesino appena sotto la montagna su cui e' arroccata Macchu Picchu. La gente qui ha capito cosa vuole il gringo bianco portatore di dollari, ristoranti e bar con prezzi affatto competitivi a quelli della piazzetta di Capri! Sveglia alle 5 del mattino, piove e le nuvole sono talmente basse che ti entrano nelle narici. Cavolo perche' non prendiamo il comodo bus per bianchi che in pochi minuti ti scaraventa in alto davanti alla gloria degli Inca?! no, si sale per la Escalera de los Incas, il sentiero originale in pietra tra la giungla che per secoli portava fino in cima prima che i mostri di metallo squarciassero la montagna per realizzare la strada nuova.
Lo spettacolo tra la nebbia degli edifici fatti di pietre incastrate senza malta mi riprende appena dall'aver sborsato 40 dollari all'entrata! Tra due immensi speroni rocciosi coperti di prepotente vegetazione sono aggrappati centinaia di edifici, case, templi. Determinazione, fatica e sudore per trovare e costruire un posto in cui vivere che sia il piu' vicino possibile agli dei.
vedi foto

La Chicha

Il mondo e' diviso sulla pena di morte...diviso?! ancora?! mah....

io dopo 3 giorni di viaggio tra le valli del Peru' sono di nuovo a La Paz, la capitale piu' alta del mondo, che ti fa girare la testa e ti indigna coi sui palazzi senza intonaco e i bimbi scalzi nel freddo dei 4000 metri di El Alto.

... e mentre il mondo pensa ancora se e' giusto o no uccidere un uomo, un criminale o un assassino, io penso alla Chicha... al mais colorato che fermenta fino a diventare questa dolce e inebriante bevanda da ubriaconi perdirgiorno... si, perche' la chicha continua a fermentare anche nel tuo stomaco dopo che l'hai bevuta e ti fa dimenticare tutti i coglioni che vorrebbero punire i crimini commettendone altri con il bollo infallibile dell'autorita'...

A Cochabamba me voy

arcoiris


A Cochabamba me voy,
a Cochabamba señores,
cantaràn los ruiseñores,
a Cochabamba me voy
¡Inti!

Victor Jara

Dopo quasi tre settimane a La Paz, lunedi' saliamo in jeep e si parte per Cochabamba con Ruth il mio capo qui in Bolivia.
La strada per Cochabamba attraversa l'altipiano a circa 4000 metri fino ad Oruro, uno dei piu' importanti centri minerari della bolivia. La strada e' dritta e disseminata di Lama e Alpaca, appoggiata sull'immensa distesa arida e affascinante dell'altipiano andino. Ogni tanto c'è un villaggio con splendide chiese coloniali costruite con la pietra gialla di queste zone.
Dopo circa sei ore si scende a Cochabamba e tutto cambia. La temperatura sale, la vegetazione si affaccia timidamente al bordo della strada. Cochabamba e' un importante nodo commerciale tra l'altipiano e la zona amazzonica, il clima e' mite tutto l'anno e permette di coltivare qualsiasi tipo di ortaggio e frutta. Per alcuni versi mi ricorda la nostra Sicilia, anche se a due passi ci sono le steppe andine e le foreste tropicali.
A Cochabamba Ruth mi presenta a tutto l'ufficio di Energetica, la Ong boliviana con la quale lavorero' per i prossimi 9 mesi. L'ambiente e' molto giovane, ci sono anche un francese e una tedesca e...guarda un po' tre ragazzi di Isf Spagna! La giornata passa in fretta il tempo di organizzare un po' di cose per partire subito alla volta del Norte Potosi', l'area del progetto.
La mattina si parte alle 6, ci sono ore e ore di strada sterrata da percorrere per raggiungere i quattro municipi che afferiscono al progetto "Norte Potosi'".I miei compagni di viaggio sono Ricardo e Silvia, due ingegneri di Energetica. Quest'area e' tra le piu' remote della Bolvia, esclusa naturalmente l'Amazzonia, e la gente praticamente vive ancora in maniera molto simile a come dovevano vivere i popoli andini prima dell'arrivo degli spagnoli con le loro barbe e le loro armature scintillanti. Dopo circa 4 ore arriviamo ad Acacio, dove dovremmo incontrare il sindaco del municipio, l'alcalde, che ovviamente non c'e', quindi il tutto si risolve col direttore tecnico dell'alcaldia. Il suo compito e' aggiornare la lista delle scuole e dei centri di salute nei quali saranno istallati i sistemi fotovoltaici. Il pomeriggio trascorre nell'attesa del parroco del villaggio con l'intenzione di presentare i progetti di Energetica e RC. Alle otto di sera, il vecchio prete spagnolo arriva ma la sua presenza si rivela inutile, ci accoglie in maniera scostante e sospettosa. L'indomani si parte per Torotoro, un municipio situato all'interno dell'omonimo parco nazionale. La strada e' lunga, lunghissima e scomodissima. Si salgono montagne senza alberi, si incontrano comunita'isolate dal mondo e finalmente il paesaggio cambia. A Torotoro la terra si apre e lascia intravedere la sua storia di milioni di ere che si susseguono negli strati di roccia che affiorano dovunque. Le colline si spaccano e con uno sguardo si possono raccogliere milioni di anni in un secondo. Il paesino di Torotoro e' adagiato ai piedi di una collina dalla quale sbucano miracolosamente lisce pareti di roccia sulle quali sono impresse orme di rettili giganti, dinosauri del Cretaceo che scorrazzavano piu' di 100 milioni di anni fa su quella che doveva essere una spiaggia o una laguna. Ci sono enormi impronte di quadrupedi e piccole orme con tre dita di dinosauri carnivori che inseguivano le prede. Nonostante la sua incredibile bellezza Torotoro e' quasi fuori dalle rotte turistiche, e' difficile arrivarci...per la verita' e' un gran casino! Cosi' i resti degli antici dominatori della terra restano alla merce' degli agenti atmosferici che piano piano li stanno erodendo.
Anche a Torotoro l'alcalde non si trova, come al solito ci rivolgiamo al direttore tecnico che ci promette di farci avere tutti i dati necessari sulle scuole per martedi' prossimo...ojalà!
vedi foto

Coca no es cocaina

coca

La coca non e' la cocaina! La pianta di coca era considerata sacra dagli antichi Inca e tutt'ora e' ampiamente utilizzata in tutto l'altopiano boliviano, per preparare "te di coca" e per alleviare la fame, la sete e la fatica, bisogni che raddoppiano a piu' di 4000 metri di quota. Ecco perche' e' doveroso distinguere la pianta della coca dalla polvere bianca che si ricava dalle foglie immerse in acetone o dentro inquinantissimi composti chimici.

Questo fine settimana siamo stati nelle Yungas a nord di La Paz, in un villaggio chiamato Coroico. Le Yungas sono le regioni che si estendono tra la cordigliera delle Ande e il bacino amazzonico, a un'altitudine che va dai 1000 ai 2500 metri.Tra queste montagne si coltiva la coca. La strada per Coroico e' incredibile... si parte da un quartiere di La paz a circa 3800 m e si arriva a piu' di 5000 metri tra ghiacciai e vette mozzafiato, poi si comincia a scendere in una serie di vallate ripidissime dove alla vegetazione scarsa dell'altopiano si sostituisce un fitto bosco tropicale. Per quasi l'intero tratto la strada e' sterrata, strettissima e sospesa a ridosso di un burrone che rimane quasi sempre profondo piu' di 2000 m! non a caso e' detta la "strada piu' pericolosa del mondo". Coroico non e' poi un granche', abbiamo fatto un po' i turisti, tra un giro a cavallo e un bagno in piscina. Alla fine della passeggiata a cavallo siamo arrivati vicino un campo coltivato a coca. Al centro c'era un albero sul quale sventolava la bandiera del MAS di Evo Morales, che proprio come cocalero ha iniziato la sua ascesa politica. Eccola la coca, 5000 anni storia tra sudore e dollari sonanti...!
vedi foto

Macellerie pazegne...

Qualche giorno fa camminando per La Paz entro in una macelleria per comprare del chorizo, una specie di "sarciccia", e il tizio mi fa la fattura... batte un po' sulla tastiera di un "compu" e quando finisce riconosco sul desktop l'inconfondibile cappellino di Red Hat! stabbene un macellaio che usa linux e per di piu' in Bolivia!

da oggi ho un cellulare boliviano .... solo 24 euri!
quando saro' in culonia sprovvisto di internet saro' raggiungibile a questo numero

00591 73564328

Barone ed io...

Mario Barone
Mario, Miria ed io

Eccoci qui...
Ricordo benissimo quella volta in cui passeggiando per l'altipiano boliviano verso i 3850 metri incontrai il mio vecchio amico Mario Barone... veniva da un lungo pellegrinare tra il sertao brasiliano e la selva amazzonica.
Dopo km e km ci incontriamo in questo posto piu' vicino al cielo che alla terra!!! grande!!!

La Paz

la Paz

La Paz e' un agglomerato di case che scivola all'interno di un profondo canion fatto di brulle argille. La prima cosa che ti salta in mente è ...ma come cavolo fanno a mantenersi in piedi tutte queste casupole arroccate sui bordi scoscesi di questa vallata!
L'aeroporto di La Paz si trova a El Alto, il sobborgo piu' in alto della citta' a piu' di 4000 metri di quota. Appena sceso dall'aereo mi e' mancata l'aria, tutto rallenta... le gambe ma anche i pensieri.

Bene, eccomi qua ad acclimatarmi nella capitale piu' alta del mondo, per fortuna fuori dall' ufficio c'e' una vista incredibile sulla montagna sacra Illimani.

Illimani

E' ora di partire...

Ebbene si. Dopo un "troppo breve" soggiorno nella capitale e' venuto il momento di partire. Martedi' saliro' su un aereo diretto a Madrid e poi da li' in Bolivia a La Paz.
Il groviglio di sensazioni che stagna dentro la mia pancia e' difficile da definire "eccitazione" ma sicuramente lontano dalla ben meno qualificante "cacarella"! Il fatto e' che parto un po' per smania, un po' per curiosita', molto per interesse e molto per ritrovare me stesso. Manco a dirlo lasciero' mille cose qui in Italia, le cose fatte e lasciate a meta' e soprattutto le persone amate troppo o troppo poco.
Beh fa tutto parte del gioco.

Il mio nuovo gatto

perla

Questo esserino qua su e' il mio nuovo gatto, che si va ad inserire nella lista gia' numerosa degli animali che gironzolano per casa mia. Si chiama Perla, anche se sarebbe meglio Perlino dal momento che e'maschio. Gia' lo adoro e sono triste che non me lo potro' godere dato che martedi' prossimo parto!!!! sigh...

Eccomi a Roma

Domenica mattina ho raccolto un po' di cose, quattro magliette un paio di libri e altre cosette e sono partito per Roma. Ebbene si, dopo un travagliato periodo di riflessione ho deciso di lasciare il lavoro a Napoli tranquillo e per di piu' sicuro per inseguire qualcosa di diverso. Ed ora eccomi qui a Roma a scrivere su una scrivania di una Ong questo post dopo quasi venti giorni di blocco totale. In realta' una marea di cose mi sono passate nella mente nell'ultimo mese e una su tutte ha dominato i miei pensieri, la voglia di non ritrovarmi in futuro a combattere contro il piu' grande senso di colpa in cui ci si puo' imbattere, quello verso se stessi. E devo dire che sono contento, anzi sono un sacco contento.

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