Jerusalem

Spianata del Tempio


Partiamo da Amman in mattinata in direzione della valle del Giordano. Amman si trova a quasi 900 m sul livello del mare, quindi c'e' da scendere un po'. Tutto intorno e' il deserto interrotto qua e la' da macchie di uliveti che sopravvivono miracolosamente. Poi si scende nella valle del Giordano e tutto diventa piu' verde e il caldo si fa quasi asfissiante. Passiamo accanto al monte su cui Mose' mori senza entrare nella terra promessa e attraversiamo il punto dove si dice che il battista battezzo' Gesu'. Sul Giordano un ponte divide la Giordania dai territori palestinesi occupati da Israele. Aspettiamo quasi un'ora, ci fanno domande di tutti i tipi e poi ci fanno passare. La dogana e' piena di ragazzini israeliani muniti di mitra. Eta' media 19 anni. Dopo mezzora siamo a Gerusalemme, porta di Damasco, un casino di pazzi. La citta' e' proprio come te la immagini. Un incrocio strano tra una parco di attrazioni per fanatici di tutte le religioni e un tesoro storico inestimabile. Il quartiere musulmano e' brulicante di vita e pieno di negozi, ogni tanto passa una coppia di soldati israeliani armati ben benino. La scena 2000 anni fa non doveva essere tanto diversa, al posto di ragazzini ebrei c'erano soldati romani. Un citta' eternamente occupata. Avevo letto da piccolo che quando Goffredo di Buglione entro' a Gerusalemme per festeggiare uccise quasi tutta la popolazione, musulmani, ebrei e persino i cristiani locali! 100 anni piu' tardi il Saladino si comporto' da signore non torcendo un capello ai disgraziati crociati che ritornavano a casa.
Oggi Gerusalemme e' piena di turisti e di gente di tutti i tipi. Accanto alla zona che un tempo era occupata dal tempio di Re Salomone, c'e' una marea di ebrei ortodossi che prega, piange e muove su e giu' la testa. Mi sembrano ridicoli e patetici. Molti di loro hanno la pelle ancora piu' scura degli arabi di queste parti, eppure hanno un'area completamente diversa. Distaccata e quasi assente. Giriamo e vagabondiamo un po' per tutta la citta' vecchia. Ti basta mezza giornata per vederla tutta. Ci sono chiese e cattedrali di tutte le sette cristiane, luoghi sacri ovunque. Qui Gesu' e' caduto con la croce, li maria ha lavato le mutande di gesu' bambino e cosi' via.
La notte la storia cambia... Quello che sembrava un tranquillo centro storico pieno di pirla in gita organizzata diventa un posto ambiguo. Ogni tanto i militari chiudono un vicolo e deviano le persone. Vola qualche "shit Jews" detto tra i denti. Allora comincio a capire la vera tensione che c'e' tra le persone. Le poche persone in strada non sono turisti, ma alla fine dei conti non fa paura, fa solo tristezza.
Stamane siamo stati alla spianata delle moschee, dove un tempo c'era il tempio di Salomone. Tutto molto bello, anche se si respira troppo estremismo. Dovunque ci sono bandiere israeliane. Poi noto che in realta' gli ebrei ortodossi sono molto simili ai mulsumani piu' rigidi, o forse peggio. Le donne sono coperte e pregano separatamente dai loro compagni. Neanche tenersi per mano e' permesso. L' unica differenza e' che sembrano tutti ricchi e sorridenti. I loro bimbi sono puliti e ben vestiti mentre i palestinesi sembrano scugnizzi dei vicoli napoletani.
Poi prendiamo un bus, attraversiamo il "confine" e siamo nella West Bank", a Betlemme. Qui si dice sia nato Gesu' circa 2009 anni fa. A me interessano di piu' le facce della gente. Sembra di stare in una prigione. Attorno alla citta' ci sono piccoli quartieri super moderni isolati dal filo spinato. Sono insediamenti di coloni israeliani, li difendono con le armi e continuano a ingrandirli. Tra qualche anno la west bank scomparira'. Betlemme invece e' completamente araba. Un ragazzo ci accompagna nella chiesa della nativita'. E' musulmano, ma appena entra si fa il segno della croce e si inginocchia sul punto dove si dice Maria abbia partorito il Signore. Io lo guardo sconcertato, lui mi dice semplicemente che qui dentro siamo tutti uguali, musulmani e cristiani. C'e' gente che prega, gente che piange, gente che canta. Io esco fuori con Matteo, intravedo la collina di fronte alla citta'. E' fortificata e piena di villette lussureggianti di vegetazione. Sulla piazza c'e' un cartello che racconta i continui soprusi subiti dalla popolazione palestinese. La cosa piu' interessante e' un trafiletto che ricorda che il popolo di israele e' un'invenzione sionista. "Gli ebrei di Israele - dice - non sono, come molti pensano, i discendenti degli ebrei fuggiti dalla palestina durante la diaspora. E' gente di origine europea convertitesi molto dopo al ebraismo e portata in Palestina da un movimento di fanatici". Bene, peccato che il mondo intero resta a guardare o meglio gira la testa da un'altra parte.
...altre le foto

grazie per questa testimonianza.. tanto semplice quanto profonda.. ci avete regalato un viaggio virtuale di questi posti..