Il volo El Cairo Madrid è pieno di turisti spagnoli in viaggio organizzato. Una specie di mega-gita per adulti, tutti super eccitati dal rientro pieni di buste e pacchettini di souvenir da portare a casa. Ero veramente stufo di aspettare al Terminal 4 dell'aeroporto egiziano, sembrava di stare alla stazione dei bus di Cochabamba, ritorno al passato boliviano, caos e sporcizia ovunque. Dopo Petra ci siamo persi nel deserto siriano. Wadi Rum, la valle di Lorence d' Arabia. Beh veramente più che perderci abbiamo seguito le orme delle migliaia di turisti che ogni anno scorrazzano in jeep tra le sabbie giordane insieme a beduini 18-enni che continuamente stanno a controllare i loro nokia insabbiati ultimo modello. Però il deserto è sempre il deserto, anche quando non è proprio deserto. E poi giù fino ad Acaba, nel mar Rosso, dove ho visto la barriera corallina munito di maschera e boccaglio. Il pesce Napoleone, il Leone e perfino una manta! Attraversiamo il deserto del Sinai e arriviamo al Cairo. La città è interessante, se non fosse per la enorme quantità di persone che ti vedono come un sacco di soldi ambulante. Troppo inglese per le strade e troppi stranieri sotto le piramidi. Nonostante i soldi che devono arrivare a palate nelle casse dello stato, i servizi turistici sono pessimi. Se non sei in viaggio organizzato è tutto più difficile. Trovare una guida competente è impossibile, persino trovare l'entrata al sito di Giza è stata un'impresa ardua.
Dormicchio in aereo e leggo un libro trovato nell'ultima pensione in Giordania. Poi alle cinque del mattino sono nel mio letto a Madrid. E penso che avrei voluto risalire il Nilo fino alle sorgenti e poi giù giù fino al Congo, la Tanzania e finire in Zimbawe e poi in Sud Africa... deliri post-vacanzieri e pre-inizio di un nuovo anni di lavoro. Eppure questo viaggio mi ha tolto tanti pregiudizi dalla testa e mi chiarito molto le idee. Lo stato "canaglia" siriano, sarà pure cattivo e terrorista, ma è pieno di gente incredibilmente gentile e soprattutto è un posto sicuro, molto sicuro. Il Libano sarà pure un posto di terroristi Hezbollah, ma io ho incontrato solo gente amabile. La cosa più strana di tutte però è l'asimmetria che c'è tra l'Europa e Medioriente. Laggiù molte persone, soprattutto i giovani sanno tutto o quasi dell'Europa, noi praticamente meno che zero dei paesi arabi. Forse è il risultato della loro esigenza di sopravvivere in un mondo occientalcentrico e la nostra necessità di difenderci da pericoli inesistenti per sentirci in pericolo in maniera "rassicurante". O forse io ho solo visto quello che volevo vedere...






Oh, I can only think about Egypt and Turkey when it's winter time..SO unbelieveable time of year, but so cold!
Mi è semplicemente spontaneo risponderti.. sarà perchè da anni ripeto sino allo sfinimento che nei mesi in cui ho vissuto in Siria ho proprio percepito e vissuto, e intensamente creduto a tutto ciò che tu hai capito durante la tua vacanza.. e se ti rispondo è perchè, non ci crederai, ma mi sorprende che qualcuno finalmente riesca a condividere le stesse emozioni aldilà di ogni pregiudizio.. qualcuno che non sia come me un arabista e quindi comprensivo per vocazione!!
Questo per me significa che forse non è ancora il caso rinunciare a lottare contro i pregiudizi, e che forse c'è ancora qualcuno al mondo con cui valga la pena parlare e confrontarsi!!
Ciao e buoni viaggi!!!
Enza
grazie mille ;-)